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STORIA OLIMPICA...
Lo
staff di Atletica Triveneta ha deciso di aprire una nuova sottosezione
storica dedicata alla storia delle olimpiadi; ogni giorno dal 20 luglio
2004 proporrà un breve racconto riguardante un'olimpiade a partire
proprio dalla prima svoltesi nel 1986 proprio ad Atene.
In
queste pagine vi saranno prima dei resoconti storici dell' olimpiede e poi
delle analisi storiche per quanto riguarda l'atletica leggera, il
medagliere oltre a foto e resoconti storici dei grandi campioni
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ufficiale
Olimpiadi
Atene
2004
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PREFAZIONE
STORICA
Le
olimpiadi nascono nel mondo greco e, la loro storia ci è narrata in larga
misura dalle due opere ascrivibili ad Omero: L’Iliade e L’Odissea
nelle quali si raccontano le vicende legate alla città di Troia, colonia
greca. Nell’Iliade troviamo la narrazione del funerale di Paco, amico e
fratello di Achille, durante il quale si inducono delle competizioni
sportive in onore del defunto. Nell’Odissea, il capitolo dedicato allo
sport, è quello che narra dell’incontro tra Ulisse ed una principessa,
in seguito alla sua vittoria in alcuni giochi. Gli elementi distintivi
degli sport nell’età antica sono l’essere riservati
all’aristocrazia e l’essere istituiti in onore di qualche divinità o
per onorare un defunto consentendogli un più agile passaggio nella vita
ultraterrena.
Si
pensava, infatti, che il sangue ed il sudore versati in occasione di
questi giochi fossero fonte di energia per il defunto. Quattro erano
i giochi grandi che si svolgevano (non solo nell’Ellade, ma in tutte le
regioni vicine e le colonie). Erano riservati ai cittadini di cultura
greca. I quattro giochi grandierano distinti in: OLIMPICI (dedicati a
Zeus/Giove); PITICI o DELFICI (dedicati ad Apollo); NEMEI (dedicati a
Zeus/Giove); ISTMICI (dedicati a Poseidone/Nettuno). L' essere dedicati ad
un Dio era tra le caratteristiche di questi giochi. La loro importanza era
tale che gli anni cominciarono a contarsi a partire dalle Olimpiadi. In
questo modo il 776 a.c. era chiamato il 1° anno dei primi giochi
olimpici; il 775 a.c. 2° anno dopo i primi giochi olimpici; 774 a.c. 3°
anno dopo i primi giochi olimpici; 773 a.c. 4° anno dopo i primi giochi
olimpici; 772 a.c. 1° anno dei secondi giochi olimpici e così via.
Il
premio per questi giochi era solo simbolico, costituito da un ramoscello
intrecciato a mo di corona, con il quale si cingeva il vincitore. Ma la
vittoria aveva un enorme valore per l’atleta che, tornato a casa, era
trattato da eroe e poteva rivestire importanti cariche nella vita sociale
della città Stato di appartenenza. Per comprendere l’importanza
attribuita a ciò, basti pensare che, in occasione dei giochi, erano
sospese anche le guerre con la cosiddetta “Tregua Sacra”.
I
giochi si succedettero regolarmente sino al 200 a.c., successivamente si
svolsero in maniera meno rigorosa sino alla loro definitiva sospensione
nel 393 d.c. A decretarne la fine fu un editto dell’allora imperatore
Teodosio, sotto l’influenza del vescovo di Milano Ambrogio (S.
Ambrogio), essendo ormai la Grecia sotto la dominazione romana. I motivi
della loro cessazione sono da ricercarsi nel fatto che rappresentavano
riti pagani, quindi in contrasto con la religione Cattolica.
La
ripresa dei giochi dopo ben 2672 anni fu merito del barone Pierre de
Coubertin, grande appassionato di sport che, con la sua perseveranza, ed
investendo buona parte dei suoi capitali, riuscì nell'impresa di far
risorgere il mito delle olimpiadi nel 1892.
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